"A tu per tu con i grandi dello sport": Marco Milanese

"A tu per tu con i grandi dello sport": Marco Milanese

Una serata intensa tra alpinismo, highline e volo in tuta alare ha aperto il calendario eventi 2026 di DF Sport Specialist: protagonista Marco Milanese con un racconto visivo e personale ispirato al suo libro Volare le montagne.
Sci paralimpico: la sfida dentro la sfida Lettura "A tu per tu con i grandi dello sport": Marco Milanese 4 minuti Prossimo ASICS SUPERBLAST™ 3: più energia, meno fatica

È stata una serata verticale in ogni senso quella andata in scena venerdì 13 marzo presso il negozio DF Sport Specialist di Piacenza in collaborazione con il CAI Piacenza, dove ha preso ufficialmente il via il calendario 2026 “A tu per tu con i grandi dello sport”.

Protagonista dell’incontro “Climb up & fly down – Un viaggio verticale in tutte le direzioni” è stato Marco Milanese, alpinista per passione e guida alpina per professione, tra i nomi più poliedrici della scena outdoor contemporanea.

Un racconto per immagini tra pareti, linee e cielo

Cuore dell’evento è stata la proiezione di un video di circa 40 minuti in cui Milanese ha condensato il percorso umano e sportivo raccontato nel suo libro "Volare le montagne".

Un viaggio visivo potente, fatto di pareti verticali, creste affilate e spazi immensi, che ha accompagnato il pubblico dentro il suo modo di vivere la montagna: non solo come terreno di performance, ma come spazio di ricerca personale, libertà e connessione profonda con la natura.

Il racconto ha sfiorato gli inizi - l’infanzia tra le montagne del Friuli e gli anni del rugby, fondamentali per costruire disciplina e spirito di squadra - per poi entrare subito nel cuore della sua evoluzione sportiva.

L’equilibrio sospeso: il mondo delle highline

Grande spazio è stato dedicato alla slackline e soprattutto all’highline, disciplina che consiste nel camminare su una fettuccia tesa nel vuoto tra due punti.

Per Milanese l’equilibrio non è solo una questione fisica, ma mentale ed emotiva: ogni passo richiede presenza assoluta, controllo della paura e fiducia totale nei propri mezzi.

Dalle prime linee tese tra le montagne di casa fino agli scenari d’alta quota del massiccio del Monte Bianco, il pubblico ha seguito l’evoluzione di una pratica che unisce tecnica, concentrazione e visione.

Tra le immagini più spettacolari, anche l’incredibile traversata su una fettuccia sospesa tra due mongolfiere, simbolo perfetto di un modo di intendere la montagna fuori dagli schemi.

Il richiamo del vuoto: volare per sentirsi liberi

Se la linea rappresenta l’equilibrio, il volo incarna la libertà.

Dal 2014 Marco Milanese ha portato la sua esplorazione ancora più in alto, indossando la tuta alare e iniziando a tracciare linee invisibili nell’aria sopra rocce, boschi e vallate. Un modo nuovo di vivere lo spazio alpino, dove la discesa diventa espressione creativa e dialogo diretto con l’ambiente.

Attraverso BASE jump, wingsuit flying e parapendio, il suo racconto ha mostrato una continua tensione verso la leggerezza e l’essenzialità del gesto.

Non si tratta di sfidare la montagna, ma di entrarci in relazione.

Una vita nella natura, a 360 gradi

Alpinismo su roccia e ghiaccio, nuove vie aperte, canali sciati, highline tra le cime, volo libero: il percorso di Milanese è quello di un atleta totale, capace di attraversare discipline diverse mantenendo uno stile coerente e profondamente personale.

Fa parte del team internazionale PhoenixFly, realtà di riferimento nel mondo della wingsuit, ed è costantemente alla ricerca di nuovi salti e nuove linee da immaginare.

E quando i suoi viaggi lo portano lontano dalle montagne, il richiamo della natura resta centrale: dal surf al mare fino a ogni esperienza outdoor che permetta di vivere l’ambiente in modo autentico.

“Lo strumento sei tu”

A raccontare meglio di ogni immagine il senso della sua ricerca è stata una riflessione condivisa con il pubblico durante la serata:

Tanti mi chiedono cosa si prova a volare con la tuta alare. È qualcosa di molto difficile da spiegare.
Qualsiasi forma di volo umano - che sia un aeroplano, un parapendio, un deltaplano o un elicottero -utilizza uno strumento, un mezzo per volare. Nel mio caso, quando volo con la tuta alare, lo strumento sono io.
Avete presente la sensazione delle turbolenze in aereo? Oppure, per chi vola, le termiche che ti sollevano all’improvviso? La sensazione che si genera nello stomaco… ecco, è proprio quella che cerco.
La inseguo un po’ ovunque: nella scalata, nell’acqua quando faccio windsurf.
Mi piace raggiungere un livello di abilità che mi permetta di godere di ogni elemento naturale come se fosse casa per me.

Un pensiero che sintetizza bene la sua idea di montagna e di movimento: non la ricerca della performance fine a sé stessa, ma il desiderio di entrare in sintonia con l’ambiente, esplorandolo in tutte le sue dimensioni.