Protagonista assoluto dell’incontro è stato Franco Collé, atleta Kailas Fuga Elite Team, ed uno dei più grandi interpreti mondiali dell’ultra trail.
Collé, già ospite di una serata DF Sport Specialist nel 2019, è tornato a parlare del Tor des Géants®, la gara simbolo della Valle d’Aosta e della sua carriera, con uno sguardo ancora più profondo e consapevole, condividendo emozioni, sacrifici e momenti decisivi di una competizione estrema.
Nato in Valle d’Aosta, a Gressoney-Saint-Jean nel 1978, Collé è profondamente affezionato alla corsa di casa.
Dal TOR330, vinto per ben 4 volte nel 2014, 2018, 2021, 2023, stabilendo un record assoluto di successi, al TOR450 - Tor des Glaciers, la prova più lunga del circuito TORX®, che Collé ha annunciato che correrà quest’anno dall’11 al 19 settembre sui sentieri della Valle d’Aosta.
Sul palco, insieme a lui, Donatello Rota, atleta e team manager di Kailas Fuga Elite Team, con cui Collé ha dialogato in modo diretto e coinvolgente. I due hanno ripercorso insieme uno dei momenti più significativi della carriera dell’atleta valdostano: la sua quarta vittoria al Tor des Géants® nel 2024.
Durante la serata, il racconto è stato arricchito da spezzoni del suo docufilm, che hanno permesso al pubblico di immergersi nelle atmosfere uniche della gara: dalle notti in alta quota alla fatica, fino alla determinazione necessaria per arrivare al traguardo.
L’incontro si è trasformato così in un vero e proprio racconto a due voci, capace di far emergere non solo l’aspetto agonistico, ma anche quello umano di uno sport che richiede resilienza, tenacia e grande capacità di ascoltare il proprio corpo.
Il Tor des Géants® è la gara della mia vita: si corre sulle mie montagne, sentieri che conosco a memoria. La gente della valle mi chiede sempre: “Ci sarai al Tor quest’anno?”. Ed è bello poi ritrovare tutti lungo il percorso, a fare il tifo per me.
Ha raccontato Collé. Conosciuto come “l'ingegnere del trail", per la sua capacità di conciliare la carriera sportiva di altissimo livello con la professione di ingegnere, Collé ha raccontato gli aspetti della gara: dall’emozione della partenza da Courmayeur, fino alla prima notte, al passaggio nei colli più alti e duri del percorso, Lauson ed Entrelor, alla fatica e mancanza di sonno, e finalmente all’arrivo con un occhio sempre sugli avversari, che spesso diventano grandi amici.
Le soste alle basi vita sono brevissime: 4/5 minuti dove tutto è pianificato in precedenza nei minimi dettagli e reso possibile grazie al supporto della sua compagna, Giuditta Turini, campionessa di ultra-trail. La gestione del sonno è in realtà solo un momento di chiusura degli occhi di pochi secondi necessari per resettare la mente e ripartire.
Il Tor è una gara particolare, ho sempre detto che non sempre vince il più forte, ma quello che sa andare forte, superando i problemi che possono arrivare.
La serata, conclusasi con la tradizionale consegna della piccozza dorata, ha sicuramente saputo ispirare gli appassionati, confermando ancora una volta il valore di eventi che portano grandi sportivi a diretto contatto con il pubblico.


